L’Accordo di associazione con l’Unione europea continua a incontrare ostacoli e rinvii, alimentando le critiche del Partito socialista. Per il Psi, il percorso che doveva portare rapidamente alla chiusura dell’intesa si sta trasformando in una sequenza di stop e rinvii che espongono San Marino a una condizione di crescente debolezza.
Dopo il blocco imposto dalla Bulgaria, che ha fatto saltare la votazione in sede COREPER, la situazione si sarebbe ripetuta anche nei giorni successivi, con nuovi slittamenti legati alla medesima posizione. Secondo i socialisti, la politica estera portata avanti dal governo avrebbe trascinato la Repubblica in una posizione di attesa passiva, costretta a subire le decisioni altrui dopo anni di trattative ancora senza sbocco.
Nel confronto con Andorra, altro Paese coinvolto nel dossier, il Psi richiama una differenza netta di impostazione. Il Principato avrebbe scelto di non applicare in via provvisoria l’Accordo e di attendere l’esito definitivo del negoziato europeo prima di sottoporre la questione a referendum. San Marino, invece, ha scelto una strada diversa, ritenuta dal Psi più esposta e meno tutelante verso l’interesse nazionale.
Per i socialisti, il mancato ricorso alla consultazione popolare nasce dalla paura di un possibile esito sfavorevole e conferma la fragilità dell’impostazione governativa. A loro giudizio, il Paese si troverebbe ora in un imbuto politico e diplomatico, privo di margini reali e in balia delle decisioni dell’Unione europea.
Il Psi collega inoltre il dossier europeo alla vicenda della scalata a Banca di San Marino, sostenendo che San Marino si sia messo da solo in una posizione di rischio anche sul piano economico e giudiziario. Nel mirino finiscono i 15 milioni di euro sequestrati e i 150 milioni di danni richiesti nell’arbitrato avviato da Stracom a Washington.
La conclusione dei socialisti è netta: se il governo avesse seguito una linea simile a quella di Andorra, oggi la Repubblica avrebbe difeso meglio la propria immagine internazionale e si sarebbe risparmiata una fase considerata pericolosa e vulnerabile.


