Il Consiglio Grande e Generale ha chiuso la sessione di maggio con un confronto molto acceso, incentrato soprattutto sulla ratifica del Decreto Delegato 27 febbraio 2026 n.31 sulla navigazione marittima. Il dibattito è stato dominato dalla vicenda del sequestro, da parte delle autorità israeliane, di due imbarcazioni battenti bandiera sammarinese impegnate nella Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza.
Su questo punto maggioranza e opposizione hanno condiviso la gravità dell’accaduto, ma si sono divise duramente sia sulla gestione del Governo sia sull’efficacia dei controlli relativi ai registri navali. In aula sono emerse forti richieste di chiarimento, di tutela della sovranità della Repubblica e di verifica della regolarità amministrativa delle navi coinvolte.
Ad aprire il confronto è stato il Segretario di Stato Stefano Canti, che ha illustrato gli aggiornamenti previsti dal decreto per adeguare la normativa sammarinese agli standard internazionali IMO e MARPOL. Il provvedimento, ha spiegato, mira a rafforzare qualità, sicurezza e competitività del Registro Navale, introducendo modifiche ai titoli professionali marittimi, nuove regole contro l’uso improprio di simboli e denominazioni dell’Autorità marittima e un sistema sanzionatorio più incisivo.
Ben presto, però, il confronto si è spostato sugli eventi delle ultime ore. Dall’opposizione sono arrivate accuse molto dure. Gian Matteo Zeppa (Rete) ha parlato di pirateria internazionale, Guerrino Zanotti (Libera) ha denunciato una violazione palese del diritto internazionale, mentre Enrico Carattoni (Rf) ha richiamato il principio secondo cui la nave sammarinese è considerata territorio della Repubblica ovunque si trovi. Sulla stessa linea anche Gerardo Giovagnoli (Psd) e Mirko Dolcini (D-ML), che hanno chiesto una presa di posizione netta dell’esecutivo.
Dal Governo è intervenuto anche Alessandro Bevitori, che ha definito il decreto un adeguamento necessario agli standard internazionali, ma ha riconosciuto la necessità di ulteriori approfondimenti sulla vicenda. Ha assicurato che San Marino farà sentire la propria voce per difendere la sovranità dello Stato e ha annunciato l’attivazione dell’Autorità marittima e della Segreteria agli Esteri per acquisire elementi ufficiali.
Canti ha poi riferito che la diplomazia sammarinese si è già mossa, con una richiesta di informazioni all’ambasciata israeliana e la convocazione dell’ambasciatore per un incontro urgente. Il tema è stato ripreso anche da Giovanni Maria Zonzini, che ha richiamato la necessità di assumersi responsabilità concrete nella difesa diplomatica e legale delle navi iscritte al registro sammarinese.
Nel corso del dibattito sono intervenuti numerosi consiglieri. Antonella Mularoni ha criticato l’assenza in aula dei Segretari agli Esteri e alle Finanze, mentre Lorenzo Bugli ha difeso l’operato dell’esecutivo, distinguendo tra navi commerciali e private e ribadendo l’obbligo dello Stato di tutelare equipaggi e unità battenti bandiera sammarinese in acque internazionali. Dalibor Riccardi ha parlato di una grave violazione dei diritti umani, e Manuel Ciavatta ha sottolineato il valore del decreto sul piano della sicurezza e della credibilità del registro navale.
Dall’opposizione sono arrivate nuove contestazioni sulla capacità dello Stato di vigilare davvero sui propri registri. Emanuele Santi ha parlato di atto di pirateria inaccettabile e ha chiesto se sia stato aperto un fascicolo in tribunale; Sara Conti ha chiesto una nota formale di protesta verso Israele; Maria Katia Savoretti ha parlato di superficialità del Governo. Michele Murator


