A Roma, nella conferenza interparlamentare dell’OSCE promossa dalla delegazione italiana, il tema centrale è stato l’impatto delle droghe sintetiche e, in particolare, del fentanyl, oppiaceo ad altissima pericolosità spesso definito droga degli zombie. I lavori sono stati aperti dal presidente della Camera Lorenzo Fontana, alla presenza di esperti, forze dell’ordine e operatori delle comunità di recupero.
L’incontro ha puntato l’attenzione sulla necessità di rafforzare prevenzione e sensibilizzazione, ma anche di costruire una strategia comune contro criminalità organizzata e narcotraffico. Il confronto tra i diversi Paesi ha riguardato soprattutto i modelli di intervento più efficaci per intercettare i segnali del consumo e contenere la diffusione di queste sostanze.
Per Oscar Mina, capo delegazione sammarinese presso l’OSCE PA, il ruolo dell’organizzazione è quello di favorire la cooperazione internazionale non solo sul piano istituzionale, ma anche attraverso il coinvolgimento delle comunità, degli operatori sociali e sanitari, che rappresentano il primo livello di osservazione e di intervento.
Tra i punti emersi, particolare rilievo ha avuto la necessità di colpire i profitti delle reti criminali. La strategia indicata si sviluppa su tre fronti: il contrasto finanziario, per seguire i flussi di denaro e smantellare il riciclaggio; il controllo dei precursori chimici e delle filiere industriali; la cooperazione internazionale, tramite scambio di informazioni, operazioni congiunte e armonizzazione delle leggi.
Per San Marino, ha sottolineato Mina, il rischio non appare oggi allarmante, ma l’attenzione resta alta. Il monitoraggio del territorio e la prevenzione restano fondamentali anche per la vicinanza con aree italiane dove lo spaccio di stupefacenti è particolarmente diffuso.


