Gli 80 anni del Tempio scaligero della lirica

San Marino RTV
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L’11 maggio 1946 Arturo Toscanini tornò sul podio della Scala per dirigere il Coro e l’Orchestra del teatro, all’indomani della Liberazione e dopo l’esilio volontario in America.

Fu una serata simbolica, che segnò la rinascita del tempio milanese della musica dopo i bombardamenti del 1943. La Scala riapparve al pubblico quasi come era stata ricordata, con gli ori, gli stucchi bianchi e le poltrone rosse di velluto, ma con una forza nuova.

In un solo anno il teatro era stato riportato alla vita e la sala, secondo i presenti, offriva un’acustica perfetta. All’apertura dei grandi portoni, una folla immensa si riversò all’interno e riempì anche le strade attorno alla Galleria e al Duomo.

L’atmosfera fu descritta come solenne, quasi religiosa. Renata Tebaldi, allora alle prime esperienze, ricordò quel momento come un silenzio “sacro e tremendo”.

Per Milano fu molto più di un concerto: fu il segno di una città che usciva dalle macerie e ritrovava la propria identità attraverso la musica e la bellezza.

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