È approdata in prima lettura la legge di iniziativa popolare presentata dall’associazione “La Fibromialgia a San Marino”, che chiede nuove misure di tutela per le persone affette da fibromialgia, una sindrome dolorosa cronica spesso accompagnata da stanchezza persistente, disturbi cognitivi e problemi del sonno.
Secondo i promotori, si tratta di una patologia fortemente invalidante, tanto che circa un terzo dei pazienti non sarebbe in grado di svolgere un’attività lavorativa con continuità, con pesanti ripercussioni sociali ed economiche.
Nel corso del dibattito in Consiglio è stato richiamato il quadro dei casi registrati in Repubblica: nella relazione del segretario di Stato competente risultano 327 persone, mentre per Emanuele Santi di Rete, sulla base delle indicazioni fornite dagli stessi promotori, i numeri potrebbero arrivare fino a quota 1.000.
Nello stesso comma sono state esaminate anche 32 Istanze d’Arengo presentate dalla medesima associazione sullo stesso tema. Una scelta letta dai proponenti come una spinta per avviare l’iter della legge, rimasto fermo oltre i termini previsti.
La mossa ha però sollevato critiche da parte di diversi consiglieri, che hanno parlato di uso improprio e di svalutazione dello strumento dell’Istanza d’Arengo.
Al centro della discussione è finita la necessità di rafforzare le tutele per i malati di fibromialgia, ritenendo insufficiente l’attuale assetto normativo, in particolare la legge n. 10 del 2024, e non pienamente coerente con gli articoli 4 e 5 della Dichiarazione dei Diritti.
Tutte le Istanze sono state respinte a maggioranza, mentre il progetto di legge è stato assegnato alla commissione sanità per l’esame in sede referente.


