Si è conclusa ieri l’udienza d’appello nel procedimento che vede imputati David Oddone e Alessandro Pecci per una presunta truffa alle assicurazioni. Il giudice Renato Bricchetti si è riservato la decisione, mentre le difese hanno sollevato questioni di nullità processuale e prescrizione.
La vicenda ha origine da due incidenti stradali verificatisi tra il 2009 e il 2011 in via Ordelaffi a Borgo Maggiore. L’accusa contesta che i tamponamenti sarebbero stati simulati per ottenere risarcimenti per traumi cervicali, i cosiddetti “colpi di frusta”.
Il percorso processuale si è dimostrato particolarmente tortuoso. Le prime condanne risalgono al 2015, confermate in appello nel 2016. Nel marzo 2022 sono state annullate a seguito di un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che aveva riscontrato violazioni del diritto di difesa per la mancata possibilità di esaminare testimoni a carico.
Nel primo grado dello scorso aprile il commissario della Legge ha confermato la colpevolezza e disposto il risarcimento alle compagnie Zurich, Unipol e Generali Italia, oltre al pagamento delle spese legali.
In appello, gli avvocati Nicola Ceccoli e Stefano Pagliai hanno contestato le statuizioni sollevando insufficienza di prove e questioni di prescrizione. Le parti civili, rappresentate da Gian Paolo Pasquali, Antonella Bonelli e Luca Biagioli, hanno richiesto la conferma delle condanne e dei danni.
Determinante sarà il calcolo della prescrizione: il primo grado ha accolto il “lodo Pasquali” secondo cui il termine si interromperebbe con la sentenza di revisione, ricominciando ex novo.


