Visto per voi al teatro Bonci: “Arrivano i Dunque” di Bergonzoni

San Marino Fixing
3 Min Read

Quattro repliche piene al Teatro Bonci di Cesena per Alessandro Bergonzoni, tornato in scena dal 14 al 17 maggio con lo spettacolo Arrivano i Dunque (Avannotti, sole Blu e la storia della giovane Saracinesca), recupero delle date rinviate a novembre.

Il nuovo lavoro conferma la solidità del monologo e il peso dell’autore-attore bolognese, capace di tenere insieme scrittura comica, sperimentazione linguistica e una costante tensione civile.

Rispetto alle prime versioni, Bergonzoni continua a ritoccare il testo e la messa in scena, limandone tempi e passaggi. A Cesena lo spettacolo dura circa un’ora e quaranta minuti, in un ritmo serrato che non concede pause.

L’allestimento resta essenziale: una grande scatola di cartone diventa di volta in volta altare, tavolo di lavoro, sarcofago e casa, a servizio di un atto unico costruito come un flusso continuo di pensieri, visioni e associazioni.

Al centro c’è la “congiungivite”, un’idea che unisce mondi lontani e accosta fiamminghi e piromani, Dalì e Allah, dentro una lingua inventata che l’artista definisce “Bergonzone”, capace di far saltare le convenzioni e accelerare la mente dello spettatore.

Nel corso dello spettacolo arriva anche la spiegazione del titolo: i Dunque sono quelli che si pone un “altrista”, quelli che si pone chi fa “tealtro”. Da lì prende forma un percorso che ribalta la logica del racconto e procede per lampi, slittamenti e giochi di parole.

Non mancano i rimandi letterari e visivi, da Alice di Carroll fino alla morte di Marat di Jacques-Louis David, richiamata nel finale quando Bergonzoni entra nella scatola e chiude il monologo con il braccio abbandonato, mentre parole, risate e silenzi si alternano sulla scena.

La dimensione comica resta dominante, ma si intreccia con un sottotesto umanitario e sociale più marcato, che passa anche attraverso il riferimento alle sirene e agli scenari di guerra. È qui che lo spettacolo mostra con più evidenza la sua idea di “c-realtà”: una realtà reinventata, spinta oltre i suoi limiti, verso un futuro immaginato e ancora da costruire.

Leggi l’articolo intero

Share This Article