Emilia-Romagna e Titano: accordo ad ampio spettro

San Marino Fixing
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San Marino e Regione Emilia-Romagna rafforzano la collaborazione su più fronti, con un’intesa che tocca economia, servizi idrici, trasporti, infrastrutture, ricerca, innovazione e razionalizzazione della spesa. Il Decreto Consiliare n. 64 ha dato il via libera all’accordo, che ora entra nella fase operativa con un focus particolare sui settori produttivi e sull’attrattività del territorio per le imprese.

Sul piano economico, le Parti si impegnano a favorire commercio, industria, artigianato e turismo attraverso lo scambio di dati statistici, informazioni normative e indicazioni pratiche sulle procedure di insediamento. Previsti anche eventi congiunti come fiere, convegni e seminari, oltre alla partecipazione reciproca a iniziative promosse in ambito europeo. L’obiettivo è creare un quadro più semplice e coordinato per le attività economiche, anche con il supporto informativo alle aziende interessate a operare nei due territori.

Un passaggio rilevante riguarda il turismo, con l’intenzione di sviluppare relazioni più strette tra imprese, istituzioni e organismi del settore, anche attraverso lo scambio di esperti e una maggiore cooperazione nel marketing turistico. L’accordo prevede inoltre la possibilità, per le imprese soprattutto artigiane, di lavorare sull’altro territorio in regime di reciprocità, senza obbligo di iscrizione nei registri locali, purché siano rispettati i requisiti tecnico-professionali previsti dalla normativa di settore.

Sul fronte dei servizi idrici, San Marino e Emilia-Romagna puntano a integrare le rispettive pianificazioni per la tutela delle risorse, nel rispetto delle regole europee e nazionali. L’intesa considera di interesse comune la gestione delle captazioni, dei bacini, del trattamento e della distribuzione primaria dell’acqua nei territori coinvolti, riconoscendo l’omogeneità idrografica dell’area. È aperta anche la possibilità di una partecipazione sammarinese al capitale di società pubbliche riconducibili alla Regione, in modo da garantire una rappresentanza adeguata nella governance e favorire una gestione coordinata del servizio idrico integrato.

L’accordo disciplina infine anche gli eventuali scambi di servizi idrici tra i due territori, definendo criteri su quantità erogabili, disponibilità in caso di crisi idrica, conferimento dei reflui, ripartizione dei costi di gestione e degli interventi sulle reti e sugli impianti. La durata prevista è di cinque anni, con rinnovo automatico per ulteriori cinque.

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