Il Consiglio Grande e Generale è tornato a riunirsi giovedì 14 maggio 2026, con al centro dei lavori il comma dedicato alla relazione della Commissione consiliare per il fenomeno delle infiltrazioni della criminalità organizzata.
In Aula il presidente della Commissione, Gian Nicola Berti di Alleanza Riformista, ha sottolineato il clima di collaborazione costruito tra i commissari, oltre le differenze politiche, evidenziando come San Marino, proprio per il suo sviluppo economico, sia oggi un Paese più esposto e dunque più attrattivo per possibili infiltrazioni. Le criticità emerse, ha spiegato, non vengono considerate estremamente preoccupanti ma restano comunque segnali imbarazzanti che impongono attenzione costante e un intervento condiviso da istituzioni e cittadinanza.
Nel suo intervento, Alessandro Scarano del PDCS ha ripercorso il lavoro della Commissione, nata con la legge istitutiva del 2011 e già impegnata in precedenti relazioni nel 2014, nel 2017 e nel 2022. Proprio l’ultima relazione, ha ricordato, aveva già messo in luce lacune normative rilevanti. Da qui la richiesta di strumenti più moderni, dalla possibilità di operazioni investigative sotto copertura alla tutela più forte per collaboratori di giustizia e segnalanti anonimi, fino a una maggiore formazione per forze di polizia e magistratura e a un rapporto più strutturato con le istituzioni italiane ed europee.
Ilaria Baciocchi del PSD ha richiamato le indicazioni della Direzione Investigativa Antimafia italiana sulle province limitrofe, sottolineando come la vicinanza geografica trasformi un rischio potenziale in una minaccia attuale e costante. Per la consigliera, il quadro normativo sammarinese è articolato ma non basta se restano fragilità strutturali e operative.
Andrea Menicucci di Repubblica Futura ha portato l’attenzione sulle criticità emerse nelle audizioni, tra segnalazioni antiriciclaggio troppo complesse, protezione del segnalante non sempre efficace e difficoltà nell’incrocio rapido dei dati. Ha ricordato che, secondo quanto riferito in Commissione, al momento non emergono prove di collegamenti strutturati con organizzazioni criminali, ma il sistema di prevenzione deve essere reso più efficiente.
La relazione ha evidenziato i settori più esposti, a partire da beverage, autoveicoli ed e-commerce, fino a metalli preziosi, prodotti per la cura della persona, igiene domestica, soft air, arte, batterie e attività connesse a registri di aerei e imbarcazioni. Il comparto beverage è stato indicato come particolarmente significativo, con importazioni in forte crescita negli ultimi anni. Sono stati citati anche casi e indagini in corso in Italia ed Europa, con società sammarinesi coinvolte in contesti riconducibili a traffici illeciti, frodi carosello e riciclaggio.
Giulia Muratori di Libera ha proseguito la lettura della relazione soffermandosi sui rischi nel settore delle auto, con riferimenti a società attenzionate e a indagini che hanno toccato anche il mercato dei veicoli di lusso. Ha poi richiamato il peso crescente dell’e-commerce, dove nei primi mesi del 2025 il servizio SICAE ha registrato migliaia di segnalazioni per truffe online.
Gaetano Troina di Domani Motus Liberi ha osservato che molte criticità non riguardano necessariamente fenomeni criminali già accertati, ma vulnerabilità del sistema amministrativo e dei controlli. Per questo, ha detto, serve valorizzare l’analisi del rischio, la cooperazione istituzionale e l’uso delle tecnologie informatiche. La relazione, ha aggiunto, ribadisce che la criminalità è transnazionale e che ragionare in termini di confini significa non essere efficaci nel contrasto.


