Assen Christov, azionista di maggioranza di Starcom Holding, ha scritto una lettera aperta ai Segretari di Stato Luca Beccari e Marco Gatti, oltre all’avvocato Matteo Mularoni, contestando le indagini sulla tentata acquisizione della Banca di San Marino.
L’imprenditore bulgaro definisce illogici e infondati i capi d’accusa legati a corruzione e riciclaggio, lamentando il coinvolgimento di figure prive di poteri decisionali sulla cessione del 51% della banca.
Christov chiede chiarimenti sul destino dei 15 milioni di euro versati come deposito confirmatorio, rimasti sequestrati dopo il blocco dell’operazione da parte della Banca Centrale nel 2025.
Denuncia inoltre intercettazioni illegittime, incompatibili con gli standard europei, e solleva dubbi sull’imparzialità del sistema giudiziario sammarinese.
La missiva richiama l’arbitrato internazionale già notificato all’ICSID di Washington per 150 milioni di euro, motivato da presunte violazioni del trattato bilaterale tra Bulgaria e San Marino.
Starcom sostiene che l’operazione, invitata dall’Ente Cassa Faetano, sia stata sabotata da misure regolatorie e giudiziarie ingiustificate.
Il Segretario di Stato Marco Gatti ha replicato seccamente: la questione è privata e giudiziaria, non politica.
Ha escluso interventi del governo, ribadendo che le istanze vanno rivolte all’autorità giudiziaria e non si tollera pressione sulle istituzioni politiche.
Il caso continua a dividere, con il Partito Socialista che chiede una commissione d’inchiesta urgente per risalire alle origini dei contatti con Starcom.


