Arresto del killer. Sap Rimini: plauso agli agenti, ma organico insufficiente

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Il Sindacato Autonomo di Polizia di Rimini plaude all’operazione internazionale che ha portato all’arresto di un latitante montenegrino, catturato dalla Squadra Mobile in un appartamento della provincia.

Un risultato di alto livello, frutto di indagini complesse e servizi sul territorio, ma ottenuto in un contesto di grave carenza organica.

Il segretario provinciale Salvatore Giglia sottolinea che dietro questi successi ci sono turni estenuanti e responsabilità elevate, gestite da uffici investigativi cronicamente sotto organico.

La Squadra Mobile e altri reparti operano con personale insufficiente rispetto ai carichi di lavoro, aggravati dal boom estivo e dai cambiamenti demografici del territorio.

A queste difficoltà si sommano i tagli agli straordinari e le riduzioni di risorse economiche, che penalizzano i servizi essenziali di sicurezza.

Giglia denuncia l’assurdità di chiedere il massimo agli agenti senza fornire rinforzi adeguati o condizioni dignitose, in un sistema che non può reggersi solo sulla volontà individuale.

Recentemente, la Questura ha perso 14 unità: 12 aggregate per un mese alle Olimpiadi di Milano-Cortina e 2 in un centro di rimpatrio al Sud, accentuando turni più lunghi e meno pattuglie.

Specialità come Postale, Polfer e Polizia di Frontiera restano in affanno, senza incrementi nonostante i carichi elevati.

Nonostante segnali positivi su arruolamenti futuri, Giglia insiste: Rimini richiede rinforzi stabili e programmazione seria, non soluzioni tampone.

Intanto, continuano le aggressioni agli agenti, come quelle in stazione e in Questura, con lesioni e patteggiamenti che alimentano preoccupazione.

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