A San Marino si intensificano le critiche all’esecutivo, con il Partito Socialista che attacca frontalmente il Segretario di Stato agli Esteri Luca Beccari. Insieme a due movimenti, il Comitato Pro San Marino e i Capi Famiglia, i socialisti denunciano una gestione superficiale della politica estera, pilastro storico dell’autonomia repubblicana.
Le recenti scelte governative, sostengono i critici, hanno esposto il Paese a rischi concreti. L’episodio più grave è lo stop imposto dalla Bulgaria al COREPER sull’Accordo di Associazione con l’Unione Europea, dopo che Beccari aveva assicurato l’assenza di ostacoli.
Da oltre due anni e mezzo il dossier resta in sospeso, con annunci ripetuti di imminente chiusura rivelatisi infondati. Questo ha generato danni d’immagine internazionali e una percezione di vulnerabilità verso le decisioni altrui.
I tre gruppi lamentano inoltre la chiusura al dialogo con i cittadini, l’opacità decisionale e il mancato ricorso al referendum. Chiedono un cambio di rotta per preservare la sovranità come bene comune.
Tra le richieste: dimissioni immediate di Beccari, una dichiarazione unilaterale di non adesione provvisoria all’accordo UE e un referendum popolare indetto dal Consiglio Grande e Generale.
L’opposizione punta a ridare protagonismo ai sammarinesi, trasformandoli da spettatori passivi a decisori attivi del destino della Repubblica. L’aria preelettorale si fa sentire, con queste aggregazioni che puntano a mobilitare consensi.


