San Marino, Lo scudo di latta e la saponetta: la tragicommedia dell’informazione “certificata” e l’onanismo della Consulta

GiornaleSM
By
2 Min Read

Negli anni ’90, l’associazionismo giornalistico a San Marino aveva un ruolo concreto. Il professor Giuseppe Rossi fondò l’UGiS, Unione Giornalisti Sammarinesi, per dare dignità a una professione in formazione. Oggi, quella struttura appare obsoleta, lontana dalle esigenze reali dell’informazione.

L’ultimo comunicato della Consulta per l’Informazione, diffuso per la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, attacca il web e i social come veicoli di fake news che seminano panico e confusione. Il testo ignora che i problemi di disinformazione non sono esclusivi del digitale.

Il paradosso emerge nei fatti. La Consulta, insieme a UGiS e ASSS, promuove uno “scudo deontologico” per i professionisti tesserati, ma casi passati mostrano falle: un giornalista ha firmato cronache di un processo in cui era imputato, senza che nessuno intervenisse.

Queste associazioni tacciono su leggi percepite come liberticide, potenzialmente in contrasto con norme internazionali. Intanto, nel caso dell’incidente di Strada Marano del 5 maggio, i media tradizionali hanno diffuso ricostruzioni imprecise, creando confusione.

Il testimone oculare ha lodato il web, in particolare GiornaleSM, per la precisione che ha portato alla “ricostruzione esatta”. Mentre i canali certificati sbagliavano, il digitale ha offerto trasparenza e serietà.

La realtà smentisce la retorica ufficiale. Cittadini e protagonisti preferiscono fonti indipendenti, non vincolate a bollini statali. L’autorevolezza si conquista con i fatti, non con comunicati o riconoscimenti istituzionali.

In un contesto digitale, i “pirati” dell’informazione – liberi da ricatti – diventano riferimenti affidabili. La democrazia beneficia di questa indipendenza, mentre le strutture tradizionali rischiano l’irrilevanza.

Leggi l’articolo intero

Share This Article