L’osteoporosi, associata a un elevato rischio di cadute e fratture, rimane una sfida centrale nella geriatria contemporanea, specialmente nell’ortogeriatria, dove questi elementi formano un circolo vizioso. Questa patologia sistemica riduce la massa ossea e ne altera la qualità, aumentando la probabilità di lesioni scheletriche.
Tra i fattori scatenanti figurano la carenza ormonale, di vitamina D e calcio, la malnutrizione, la scarsa attività fisica, l’assunzione di farmaci e malattie che indeboliscono le ossa. Si distinguono l’osteoporosi primaria, post-menopausale o senile, da quella secondaria, legata a patologie o terapie. Una diagnosi precoce e un trattamento mirato sono essenziali, considerando rischi come età avanzata, familiarità e cure cortisoniche.
Secondo il dottor Carlo Renzini, presidente dell’ASGG, l’osteoporosi favorisce le cadute, vere sindromi geriatriche multifattoriali. Nell’anziano, derivano da un declino funzionale: vista ridotta, ipoacusia, sarcopenia, riflessi lenti, oltre a patologie come Parkinson, post-ictus, ipotensione ortostatica o scompenso cardiaco, e farmaci come antipertensivi, diuretici e sedativi.
L’ambiente domestico amplifica i pericoli: il 70% delle cadute avviene in casa, per pavimenti scivolosi, tappeti, ostacoli, assenza di corrimano o calzature inadeguate. Anche ospedali e residenze assistenziali presentano rischi, specie con contenzioni in pazienti dementi.
Le conseguenze sono gravi: traumi cranici, fratture, emorragie interne, immobilità o morte immediata; a lungo termine, paura di ricadere, depressione, isolamento e declino generale. Le fratture, più comuni nelle donne per squilibri ormonali e deficit di vitamina D, colpiscono femore, anca, vertebre e polso, data la fragilità ossea e le scarse difese protettive.
La geriatria moderna risponde con un modello ortogeriatrico multidisciplinare, unendo geriatri e ortopedici per ottimizzare interventi chirurgici e riabilitazione nei pazienti fragili e polipatologici. La prevenzione resta prioritaria: educazione su attività fisica, nutrizione, gestione delle comorbilità e terapie farmacologiche evita disabilità, con impatti sanitari, sociali ed economici enormi.
Questi temi saranno approfonditi nel V Modulo del Master in Medicina Geriatrica “Giancarlo Ghironzi”, il 15-16 maggio, con il direttore prof. Giovanni Zuliani (Ferrara), dott. Emilio Martini (Modena), prof. Stefano Volpato (Ferrara) e dottoressa Mary Guerzoni (Modena), nell’aula didattica dell’Alta Formazione in via Salita la Rocca 44 a San Marino.


