Il Comitato dei Rappresentanti Permanenti (Coreper), organo chiave del Consiglio Ue che prepara i compromessi tra Stati membri, ha bloccato il 6 maggio l’avanzamento del percorso di associazione di San Marino con l’Unione Europea.
L’appuntamento, presentato dal Segretario di Stato agli Affari Esteri Luca Beccari come decisivo in Commissione Finanze, vedeva allineati Spagna e Germania, con Cipro favorevole. La riserva improvvisa della Bulgaria ha fermato tutto, frustrando le aspettative espresse una settimana prima.
Beccari aveva sottolineato l’importanza degli incontri Efta del 5 e Coreper del 6 maggio, ma il nulla di fatto riaccende critiche trasversali. Opposizione e maggioranza lamentano mancanza di incisività diplomatica, definendo la gestione “fallimentare” o “una via crucis”.
La diplomazia sammarinese procede in modo opaco, con riunioni segrete della Commissione Esteri e affidamento alla speranza, senza coinvolgimento pubblico.
Il nodo bulgaro lega alla controversia giudiziaria sulla tentata vendita della Banca di San Marino a un gruppo locale, con arresti, revoche cautelari e un ricorso per 150 milioni di risarcimento in arbitrato internazionale.
Nonostante contatti diretti di Beccari con il ministro e il rappresentante Coreper bulgaro, definiti “normale azione diplomatica”, la Bulgaria ha posto il veto.
I capigruppo di maggioranza difendono il governo: Beccari ha escluso interferenze giudiziarie, rigettando l’uso di “vicende extra-politiche” contro l’associazione.
Resta aperta la questione: chi introdusse il gruppo bulgaro? Perché la proposta di Commissione d’inchiesta è stata bloccata dalla maggioranza?
San Marino attende, ma il rischio è subire decisioni altrui in una trattativa con un colosso come l’Ue, senza garanzie sulla ratifica.


