RF PARLA CON DUE VOCI: BECCARI DEVE DIMETTERSI O NO? Il partito non lo scrive, il coordinatore Marco Podeschi lo scrive nei post su Facebook … di Marco Severini

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Il comunicato ufficiale di Repubblica Futura sul negoziato al Coreper con l’Unione Europea non richiede le dimissioni del Segretario di Stato agli Affari Esteri, Luca Beccari. Il documento, intitolato “Accordo di associazione UE: continua la via crucis”, critica aspramente il governo, definendolo una “controfigura” priva di idee su Bruxelles e parlano di “totale fallimento”. Chiede responsabilità a governo e maggioranza, ma evita la parola “dimissioni”.

Diverso il tono del post Facebook del coordinatore Marco Podeschi, che invoca l’uscita di scena dell’esecutivo, inclusi Beccari, richiamando la mozione di sfiducia promossa dal partito nel dicembre 2020.

Questa discrepanza solleva interrogativi sulla linea unitaria di Repubblica Futura: è una frattura interna, con Podeschi in anticipo sul direttivo? O una copertura tattica, dove il comunicato resta cauto e il post personale copre il terreno politico senza impegno formale?

Un’altra ipotesi è l’isolamento del coordinatore, la cui posizione minoritaria verrebbe tollerata solo come voce individuale, minando la sua leadership.

Il partito deve chiarire pubblicamente: le dimissioni di Beccari sono richiesta ufficiale o solo di un dirigente? Silenzio non basta, specie con Antonella Mularoni e Nicola Renzi citati negli atti del cosiddetto “Caso Parallelo”, su cui lo stesso comunicato invoca una commissione d’inchiesta.

Intanto, la pressione sale: rinvio al Coreper per chiarimenti bulgari, segnali dal PSD e ora il rilancio delle dimissioni dal coordinatore di Rf, mentre il partito mantiene ambiguità per non vincolarsi.

Chi guida davvero Repubblica Futura in questa fase delicata?

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