Si apre con una frase di Sergio Zavoli, grande cronista della nostra storia, il nuovo saggio della professoressa Patrizia Di Luca: “Era la guerra, il monte ci toglieva dal mare per salvarci”. Il volume “Lo sfollamento nella Repubblica di San Marino durante la Seconda guerra mondiale. Storia e memorie di solidarietà” è stato presentato in udienza ai Capitani Reggenti Alice Mina e Vladimiro Selva, in occasione dell’anniversario della fine del conflitto in Europa.
Tra il 1943 e il 1945, San Marino si trasformò in rifugio per circa centomila profughi in fuga da Rimini e dalle città italiane devastate dai bombardamenti. Nonostante le privazioni e la paura, i sammarinesi offrirono solidarietà, accogliendo un’umanità sofferente.
La ricerca si basa su documenti d’archivio sammarinesi e italiani, integrati da testimonianze dirette. “Molti intervistati erano bambini all’epoca – spiega l’autrice – e rammentano con gratitudine come il Titano abbia alleviato la loro paura”.
Il segretario agli Esteri Luca Beccari, introducendo il libro, ha sottolineato come, in un’epoca di guerre e migrazioni forzate, la memoria imponga di rinnovare l’impegno per la neutralità e la solidarietà, come dimostrato recentemente con i profughi ucraini.
“San Marino è stato un rifugio tra le mura della libertà e un faro di speranza”, ha dichiarato la Reggenza. Ha ricordato il bombardamento del 26 giugno 1944, “ferita che testimonia il prezzo pagato per la fedeltà alla pace”.
I Capi di Stato hanno encomiato il Dipartimento Storico e Giuridico di UniRsm, promotore del progetto. “Queste pagine – hanno concluso – riaccendano l’orgoglio per una Repubblica che, nel bisogno, si è rivelata terra di libertà e accoglienza”.


