La Commissione consiliare permanente I ha esaminato il progetto di legge di Repubblica Futura sulle incompatibilità per i Direttori di Dipartimento e il personale politico nelle Segreterie di Stato.
Il dibattito ha rivelato un consenso sull’urgenza di normare il tema, ma divisioni sul percorso: immediato per alcuni, organico per altri. Il testo è stato bocciato articolo per articolo, ritirato dai proponenti, mentre la maggioranza ha approvato un ordine del giorno per una riforma entro fine 2026.
Maria Katia Savoretti (Rf), relatrice, ha insistito sui vuoti normativi per ruoli apicali, sottolineando la necessità di esclusività negli incarichi, specie esteri. Andrea Belluzzi, Segretario di Stato, ha apprezzato l’avvio del confronto ma criticato l’approccio limitato, lontano da casi singoli.
Giovanni Maria Zonzini (Rete) ha denunciato l’inaccettabilità di amministratori italiani in Segreterie sammarinesi, rischiando ambiguità sull’indipendenza. Enrico Carattoni (Rf) ha smentito intenti personali, mirando a sanare lacune impreviste. Carlotta Andruccioli (D-ML) ha difeso la credibilità istituzionale con un’unica lealtà allo Stato.
Nella maggioranza, Maria Luisa Berti (Ar) ha invocato una visione generale, citando il codice di condotta. Ilaria Bacciocchi (Psd) ha giudicato il testo inadeguato, pur confermando la necessità di chiarezza. Marco Mularoni (Pdcs) ha avvertito su rischi parziali, in attesa del lavoro GRECO.
Il scontro si è infiammato sul caso di Elia Rossi, segretario particolare con ruolo di sindaco a Montegrimano. Rossano Fabbri ha respinto accuse di norma ad hoc, precisando il profilo amministrativo del ruolo. Savoretti ha parlato di inopportunità politica, Zonzini di dubbi sulla lealtà esclusiva.
Giuseppe Maria Morganti (Libera) ha criticato il rinvio, proponendo un intervento amministrativo rapido per risolvere l’anomalia, come chiudere un attraversamento incidentato senza attendere riforme generali.
Tutti gli articoli e emendamenti Rete sono stati respinti. Repubblica Futura ha ritirato il progetto, lamentando immobilismo. La maggioranza ha impegnato le Segreterie per una disciplina complessiva entro il 2026; opposizioni si sono astenute, rimpiangendo una risposta immediata.


