San Marino. Relazione del Comitato Civico per la cittadinanza alla Commissione n.1

GiornaleSM
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Il Comitato Civico per la Cittadinanza ha illustrato alla Commissione n. 1 una serie di proposte per rivedere la normativa sammarinese su cittadinanza, doppie cittadinanze e residenze, chiedendo di introdurre “paletti” più stringenti a tutela della sovranità e dell’identità nazionale della Repubblica.

Nel corso dell’audizione, il Comitato ha ringraziato il presidente Oscar Mina e i commissari per l’ascolto, ma ha chiarito che l’obiettivo non è solo aprire un confronto: l’associazione si attende infatti che le proprie richieste vengano recepite nel testo di legge.

Alla base della relazione c’è un’analisi demografica che, secondo il Comitato, fotografa una situazione anomala per un piccolo Stato: la crescita della popolazione sarebbe legata soprattutto ai nuovi residenti, mentre nascite e presenza di cittadini con più cittadinanze starebbero modificando gli equilibri interni. In questo quadro, il gruppo distingue tra cittadini “nativi” e cittadini naturalizzati, sostenendo la necessità di tutelare la rappresentanza politica dei primi.

Il documento richiama tre fattori alla base dell’espansione delle doppie cittadinanze: l’emigrazione storica dei sammarinesi all’estero, la legge del 2000 che ha introdotto la trasmissione matrilineare della cittadinanza e la tradizionale rinuncia alla cittadinanza d’origine per i naturalizzati, obbligo poi abolito con la legge n. 27 del 2026. Secondo il Comitato, questi elementi hanno reso più marcata la presenza di cittadini con doppia appartenenza, soprattutto con l’Italia.

Sulla base di queste considerazioni, il Comitato chiede che la cittadinanza sia trasmessa ai sammarinesi residenti all’estero fino alla terza generazione e che, per chi possiede una doppia o plurima cittadinanza, sia previsto il voto e la candidatura in un solo Stato. L’associazione considera questa battaglia una questione politica decisiva per la piena sovranità della Repubblica.

Accanto al tema della cittadinanza, il Comitato ha richiamato anche la disciplina delle residenze, difendendo le regole attuali come strumento di contrasto all’immigrazione irregolare e invitando il Congresso e il Consiglio a valutare con prudenza eventuali riforme più permissive. Secondo il documento, norme pensate per grandi Paesi potrebbero non essere adatte a uno Stato di dimensioni ridotte come San Marino.

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