In Commissione Affari Istituzionali è tornato al centro il tema della riforma della cittadinanza sammarinese, tra timori per la sovranità, vuoti normativi e richieste di nuove regole per i discendenti all’estero.
Nel corso delle audizioni, Orietta Orlandoni del Comitato Civico per la Cittadinanza ha richiamato i dati demografici: al 31 marzo San Marino contava 34.154 abitanti, ma i cittadini con doppia cittadinanza, in larga parte italiani, sarebbero già più numerosi dei sammarinesi originari. Per il Comitato si tratta di un’anomalia che può incidere sull’equilibrio istituzionale del Paese.
Orlandoni ha proposto di limitare la trasmissione della cittadinanza ai discendenti all’estero fino alla terza generazione, di imporre il voto in un solo Stato e di vietare la doppia candidatura in amministrazioni di Paesi diversi. Ha anche richiamato il precedente delle Hawaii, sostenendo che un cambiamento demografico non governato possa aprire scenari simili anche per San Marino.
Sul fronte politico, Filippo Tamagnini del PDCS ha collegato il tema al futuro accordo di associazione con l’Unione europea, osservando che molti giovani hanno cercato un secondo passaporto per aggirare i limiti di un Paese non comunitario. Giuseppe Morganti di Libera ha condiviso le preoccupazioni sulla sovranità, ma ha invitato a evitare derive discriminatorie.
Giovanna Crescentini, della Segreteria Istituzionale, ha poi segnalato una criticità concreta: il Collegio per la cittadinanza sarebbe bloccato da un vuoto normativo, con centinaia di domande presentate prima dell’entrata in vigore della nuova legge ancora in attesa di valutazione. Il Segretario Andrea Belluzzi ha riconosciuto il problema come una priorità, mentre Crescentini ha ribadito che la sovranità si tutela con un attaccamento consapevole alle istituzioni, non con reazioni difensive.
Nel dibattito è intervenuta anche Maria Donatella Merlini del PSD, che ha invitato a prendere in considerazione alcune istanze del Comitato senza trascurare il ruolo della formazione e del legame con il territorio come elementi identitari.
A margine, Giovanni Zonzini di Rete ha sollevato il caso della presunta partecipazione dei Segretari di Stato Fabbri e Pedini Amati alla campagna elettorale per le comunali di Morciano, definendolo una questione di principio. La critica è stata condivisa anche da Maria Katia Savoretti di RF e dallo stesso Morganti, che ha richiamato l’esistenza di un codice deontologico e ha chiesto comportamenti coerenti con gli interessi nazionali.
Belluzzi ha chiuso la seduta annunciando che il governo risponderà nei termini previsti all’interpellanza depositata. I lavori riprenderanno nel pomeriggio con l’audizione del professor Pascucci, direttore dell’Istituto Giuridico Sammarinese.


