Domani, 9 maggio, si celebra la Festa dell’Europa, un’occasione per riflettere sul valore dell’unità nata dalle ceneri delle guerre passate. I padri fondatori dell’Unione Europea dimostrarono che la ricostruzione è possibile solo superando divisioni e nazionalismi con un progetto condiviso.
San Marino, in questo contesto, si trova a un bivio cruciale. La classe politica deve superare le logiche di scontro perpetuo, dove l’energia per attaccare gli avversari prevale su quella per risolvere i problemi del Paese.
Soprattutto ora, con l’Accordo di Associazione con l’UE in discussione, non c’è spazio per tatticismi o provincialismi. Questo accordo apre a San Marino prospettive di maggiore competitività, opportunità per i giovani e un sistema più trasparente e moderno.
In passato, il Consiglio Grande e Generale ha mostrato unità su temi europei. Oggi serve recuperare quello spirito, guardando a modelli come il Liechtenstein, che bilancia identità nazionale e integrazione internazionale.
Essere europei non diluisce la sammarinesità, ma la rafforza in un mondo globalizzato. Il sostegno va al Segretario di Stato Luca Beccari, che procede con determinazione malgrado ostacoli e critiche.
La scelta è chiara: isolarsi nella paura o aprirsi al futuro. San Marino ha bisogno di protagonisti che costruiscano, non di spettatori che dividono.
L’Europa rappresenta opportunità concrete per imprese e cittadini. È tempo di unire le forze oltre gli steccati partitici, per un Paese più forte e credibile.


