San Marino. Fine vita, un tema di civiltà: la politica torna a discuterne in Commissione

GiornaleSM
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La Commissione consiliare IV di San Marino ha ospitato l’audizione del Comitato di Bioetica, focalizzandosi sul documento del 2019 sul processo decisionale nel fine vita.

La presidente Denise Bronzetti ha aperto i lavori collegandoli al dibattito in Consiglio Grande e Generale, mentre Maria Luisa Borgia, presidente del Comitato, ha illustrato l’approccio basato su ordinamento giuridico sammarinese e principi internazionali.

Il confronto ha evidenziato la centralità della dignità del paziente, con enfasi su cure palliative come risposta primaria quando la guarigione non è possibile.

Queste cure mirano a controllare dolore e sintomi, offrire supporto psicologico e accompagnamento umano, evitando accanimento terapeutico o abbandono.

Matteo Casali (Rf) ha posto l’accento sulla sincronia tra volontà del paziente e condizione clinica, mentre Gian Carlo Venturini (Pdcs) ha espresso preoccupazioni su possibili derive eutanasiche.

Fabio Righi (D-ML) ha circoscritto il dibattito ai casi di malattia terminale, e Luca Lazzari (Psd) ha invocato una sintesi politica concreta.

Il Segretario di Stato Marco Gatti ha sottolineato l’importanza della formulazione normativa precisa per future scelte.

Temi emergenti includono consenso informato come processo continuo, indicazioni anticipate di trattamento per esprimere volontà in anticipo, e ruolo del fiduciario.

La sedazione palliativa è stata chiarita come strumento per alleviare sofferenza insopportabile, distinta dall’eutanasia.

Nutrizione e idratazione artificiali vanno valutate caso per caso per proporzionalità e beneficio reale, superando aspetti solo emotivi.

Per persone con disabilità e bambini, si insiste su autonomia, inclusione e cure palliative pediatriche che coinvolgono famiglie.

Il caregiver emerge come figura chiave, bisognosa di supporto per reggere il carico emotivo e fisico.

I lavori, conclusi alle 22:30, proseguiranno per esaminare i progetti di legge, rafforzando una rete sanitaria integrata.

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