L’Università degli Studi di San Marino ha condotto un’indagine su vasta scala, intervistando oltre 1.400 cittadini con 21 domande elaborate da undici ricercatori.
Il risultato principale emerge chiaro: la maggioranza degli intervistati, se sottoposti a un referendum sull’accordo di associazione con l’Unione Europea, opterebbe per il sì.
Questi dati saranno svelati martedì 5 maggio alle 20:30 nella sala Joe Cassar di Borgo Maggiore, in un evento pubblico intitolato “OPI.EUR — l’opinione pubblica sammarinese verso l’Unione Europea”.
L’ingresso è libero, con un approccio divulgativo e spazio dedicato alle domande del pubblico.
Lo studio ha esplorato percezioni su diritti, identità, economia, società, pubblica amministrazione, settore privato e informazione, rivelando un’opinione pubblica divisa ma non contraria all’integrazione.
Il 35,8% prevede benefici sul futuro lavorativo, il 22,1% paventa effetti negativi, mentre il 42,1% crede che l’accordo non alteri la vita quotidiana.
Michele Chiaruzzi, direttore del Centro di Ricerca per le Relazioni Internazionali, sottolinea come l’opinione pubblica sia essenziale nella democrazia e l’integrazione europea un suo passaggio epocale.
Questa ricerca incarna la “terza missione” universitaria: favorire lo sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio.
Alla presentazione intervengono i coordinatori scientifici Sebastiano Bastianelli e Mario Catani, il dirigente dell’Ufficio Nazionale di Statistica Mauro Sammaritani, insieme a rappresentanti sindacali e industriali.
Non è la prima indagine sul tema: segue studi del 2023 e un approfondimento successivo, in un contesto di dibattito concreto sull’accordo con l’UE.


