Nella seduta di martedì 19 maggio il Consiglio Grande e Generale ha proseguito l’esame del progetto di legge costituzionale per l’istituzione di una commissione consiliare d’inchiesta sul cosiddetto piano parallelo e sulla vendita di partecipazioni dell’Ente Cassa di Faetano alla San Marino Group.
L’Aula si è fermata per commemorare il giudice Lamberto Emiliani. La Reggenza ha espresso il cordoglio delle istituzioni sammarinesi, ricordandone il contributo e la dedizione al Tribunale di San Marino.
Il confronto più acceso ha riguardato l’articolo 3, dedicato a presidente e vicepresidente della commissione. Le opposizioni hanno chiesto che la presidenza fosse affidata alla minoranza e, in subordine, che la vicepresidenza fosse definita subito e riservata all’opposizione. La maggioranza ha difeso l’impianto originario, ma si è aperta una mediazione che ha portato a una formulazione condivisa: la commissione designerà nella prima seduta il presidente tra i componenti della maggioranza e il vicepresidente tra quelli dell’opposizione. L’emendamento concordato è stato approvato all’unanimità.
Sull’articolo 4, relativo alle finalità dell’inchiesta, la maggioranza ha ampliato il perimetro dell’indagine includendo anche l’arrivo del gruppo bulgaro e il piano parallelo, mentre le opposizioni hanno chiesto una formulazione più ampia per ricomprendere l’intera vicenda. L’emendamento della maggioranza è passato, quello delle opposizioni è stato respinto.
Molto duro anche il dibattito sull’articolo 5, che stabilisce l’avvio e la durata dei lavori. La maggioranza ha ribadito la priorità della fase inquirente della magistratura, proponendo che la commissione parta solo dopo la conclusione delle indagini e comunque non oltre il 1 settembre 2026. Le opposizioni hanno contestato la scelta, accusandola di rinvio politico e di incoerenza rispetto alle dichiarazioni del Segretario di Stato Rossano Fabbri, che nei giorni precedenti aveva indicato la fine delle indagini a maggio. Alla fine l’impostazione della maggioranza è stata approvata.
Respinti anche gli emendamenti dell’opposizione sugli articoli 6 e 7. Nel primo caso, il nodo era la disciplina dei lavori e il rapporto con gli atti giudiziari; nel secondo, l’obbligo di giuramento per tutti i soggetti auditi, compresi segretari di Stato, magistrati ed esponenti istituzionali. L’articolo 8, sul regime delle sedute, è stato approvato a maggioranza, così come il successivo emendamento aggiuntivo proposto dalle opposizioni per inserire una norma di rinvio al regolamento consiliare. Approvato anche l’articolo 9 sull’entrata in vigore.
Nelle dichiarazioni di voto, le opposizioni hanno ribadito la contrarietà a una commissione non paritetica, accusando la maggioranza di voler mantenere il controllo politico sull’organismo e di aver introdotto incompatibilità e tempi pensati per limitare l’azione dell’opposizione. La maggioranza ha invece difeso il testo come strumento necessario per accertare eventuali responsabilità politiche e amministrative, rivendicando il lavoro di mediazione svolto e la scelta di tutelare la magistratura da sovrapposizioni. Il progetto di legge è stato infine approvato a maggioranza.
Dopo la pausa, il Consiglio ha avviato la seconda lettura del progetto di legge sulla pianificazione territoriale strategica, uno dei dossier più rilevanti della sessione. Il Segretario di Stato Matteo Ciacci ha rivendicato un lavoro condiviso tra governo e maggioranza, spiegando che la riforma punta a superare l’impostazione del PRG del


