Le immagini degli attivisti della Global Sumud Flotilla, bendati e in ginocchio in un magazzino del porto di Ashdod, con il ministro israeliano Itamar Ben Gvir che li schernisce definendoli sostenitori del terrorismo, hanno provocato una forte reazione internazionale.
Nel video, rilanciato dai media, Ben Gvir mostra i fermati e rivendica una linea dura nei loro confronti. Anche il primo ministro Benjamin Netanyahu ha preso le distanze, sostenendo che quel comportamento non è coerente con i valori e le norme di Israele.
Dall’Italia è arrivata una condanna netta anche da Giorgia Meloni, in una dichiarazione congiunta con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha definito le immagini inaccettabili e chiesto scuse per il trattamento riservato ai manifestanti.
Tra le imbarcazioni intercettate da Israele figuravano anche due barche con bandiera di San Marino, la Aqir, o Munki, e la Kafr Qasem, o Furleto. A bordo c’erano in tutto 21 attivisti. Sulla loro sorte Repubblica Futura ha presentato un’interpellanza al Congresso, chiedendo se il governo abbia protestato formalmente con Israele per quelli che definisce atti in palese violazione del diritto internazionale.
Anche Rete ha sollecitato l’esecutivo a intervenire, parlando di aggressione ingiustificabile contro un natante che, battendo la bandiera sammarinese, è territorio della Repubblica, e invocando l’avvio immediato delle opportune iniziative giudiziarie.
Secondo quanto si apprende, la Furleto risultava registrata a San Marino come yacht commerciale, ma la licenza era scaduta il 12 maggio, due giorni prima della partenza dalla Turchia verso Gaza, senza richieste di rinnovo o cancellazione da parte dei proprietari. Negli ultimi cinque anni aveva operato come charter in Italia, con base in Sardegna.
La Munki, invece, è stata registrata il 30 aprile 2026 per un anno come yacht privato da una società con sede nel Delaware, negli Stati Uniti.


