Nel dibattito consiliare sul progetto di legge per istituire la Commissione d’inchiesta sulla tentata scalata a Banca di San Marino e sul cosiddetto Piano Parallelo, il consigliere di Libera Luca Boschi ha richiamato l’Aula alla responsabilità e alla tenuta istituzionale.
Boschi ha definito delicata la fase che sta vivendo il Paese, ricordando i principali fronti aperti: l’Accordo di Associazione con l’Unione europea, i dossier legati alla Corte europea dei diritti dell’uomo, la vicenda del Piano Parallelo emersa dagli atti del Tribunale e i fatti che coinvolgono il gruppo bulgaro. In questo quadro, ha sostenuto, non servono contrapposizioni strumentali ma coesione e senso dello Stato.
Il consigliere di Libera ha rivendicato il valore politico della decisione di arrivare comunque all’istituzione della Commissione. Il fatto che se ne stia discutendo in Aula, ha osservato, rappresenta già un risultato significativo. Boschi ha anche respinto le ricostruzioni secondo cui l’organismo non sarebbe mai stato attivato per il mancato via libera della DC. Secondo il consigliere, quella previsione viene smentita dai fatti: la Commissione si farà e prenderà avvio a settembre 2026.
Nel suo intervento, Boschi ha contestato anche l’idea che la maggioranza voglia restringere il perimetro dell’inchiesta al solo Piano Parallelo, escludendo gli altri filoni emersi. Su questo punto ha assicurato che in Commissione dovranno trovare spazio tutti gli elementi utili, senza lasciare aree d’ombra.
Il consigliere ha affrontato infine il tema delle incompatibilità sollevato nel confronto consiliare, invitando a un’interpretazione rigorosa ma non bloccante delle regole. Ha quindi rivolto un appello a maggioranza e opposizione perché il lavoro della futura Commissione si svolga senza pregiudizi e senza processi politici anticipati, con l’obiettivo di arrivare, se possibile, a una relazione finale condivisa.


