San Marino – Bonus figli: RETE avverte, servono politiche strutturali, non propaganda

Libertas
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A San Marino infuria il dibattito sul progetto di legge “PdL Famiglia”, prossimo alla conclusione in Commissione giovedì. RETE esprime un sostegno cauto: apprezza ogni intervento che amplia tutele, diritti e aiuti economici per i genitori, ma avverte contro l’illusione che i soli bonus risolvano il crollo demografico.

I dati nazionali sono impietosi: nel 2011 nacquero 331mila bambini, oggi a malapena si superano i 100mila. Gli incentivi economici sin qui varati non hanno invertito la tendenza, rivelando la necessità di un approccio sistemico.

Un bonus aiuta chi gode già di stabilità – casa di proprietà, impiego fisso, rete familiare – ma è inefficace per i precari, schiacciati da affitti alle stelle e incertezze sul futuro.

Per RETE, generare un figlio presuppone certezze concrete: alloggi accessibili, lavoro dignitoso e stabile, servizi pubblici efficienti come asili nido, scuole e centri ricreativi per bilanciare famiglia e occupazione.

La gioventù sammarinese, invece, debutta tardi nel mercato del lavoro, patisce anni di precarietà con retribuzioni inadeguate e spese fuori controllo. Nessun sussidio convincerà a procreare in un contesto così ostile.

Servono riforme strutturali, negoziate con sindacati e categorie economiche: politiche abitative inclusive, stipendi rivalutati contro l’inflazione, lotta alla instabilità lavorativa.

Senza questo impegno, i bonus rischiano di apparire come elemosine propagandistiche, incapaci di trasformare la vita di aspiranti genitori. La natalità riparte solo con condizioni reali per una scelta libera e serena.

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