Il Partito Socialista di San Marino interviene sul negoziato per l’Accordo di Associazione con l’Unione Europea, dopo lo stop imposto dalla Bulgaria al Coreper.
La formazione critica aspramente maggioranza e opposizione: tutti fingono sorpresa ora, ma dove erano quando gli Ordini del Giorno sono passati all’unanimità in Consiglio Grande e Generale? Silenzio totale sul referendum, bocciato dai saggi con pretesti inaccettabili e osteggiato dal Governo.
Per i socialisti, l’impasse era prevedibile e segnalata invano da più parti. Escludendo la consultazione popolare e optando per un’attivazione unilaterale provvisoria, San Marino si è esposto inutilmente, a differenza di Andorra, finendo in balia delle decisioni altrui.
Anche superando il Coreper, servirà l’ok di tutti i 27 parlamenti nazionali: un solo no e l’accordo salta. Attivare unilateralmente l’intesa provvisoria esporrebbe il Paese a gravi rischi.
Niente a che fare con lacrime di coccodrillo o manovre per cambiare Governo: il Ps respinge i vecchi trucchi.
La via d’uscita è chiara: no categorico all’entrata in vigore provvisoria e referendum consiliare immediato, vincolante per l’Esecutivo attuale e futuro.
Solo così San Marino recupererà dignità e credibilità internazionale.


