Riforma legge sulla caccia. Spinelli (FdI): tutela biodiversità e mondo agricolo

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Il Senato ha approvato, con un clima di forte polemica interna e esterna all’Aula, la riforma della legge sulla caccia risalente a 35 anni, un provvedimento che le opposizioni hanno ribattezzato “lo sparatutto” per timore di un allargamento delle attività venatorie a danno della sicurezza pubblica e della fauna selvatica.

Legambiente, Lac, Lav, Enpa, Lipu e Wwf hanno espresso la stessa preoccupazione, sostenendo che la nuova normativa potrebbe mettere a rischio le tutele ambientali esistenti.

Di diverso avviso la maggioranza parlamentare: la senatrice di Fratelli d’Italia Domenica Spinelli ha commentato che si compie un passo atteso da oltre trent’anni, necessario per aggiornare la legge del 1992 a un contesto oggi profondamente mutato, capace di rispondere alle nuove sfide legate alla proliferazione di alcune specie, ai danni all’agricoltura, ai rischi sanitari e ai crescenti problemi di sicurezza per i cittadini.

La senatrice ha ribadito che la riforma non riduce le tutele ambientali, che restano pienamente garantite, ma introduce il principio della gestione attiva della fauna selvatica, superando una situazione di non gestione che negli anni ha prodotto squilibri evidenti.

È particolarmente importante il rafforzamento delle misure contro il bracconaggio: chi opera fuori dalle regole danneggia l’ambiente, la fauna e l’intero sistema, per questo l’inasprimento delle sanzioni e l’introduzione di strumenti più efficaci per contrastare ogni forma di illegalità sono considerati un risultato significativo.

La riforma si presenta equilibrata, tutela la biodiversità, sostiene il mondo agricolo e rafforza la sicurezza del territorio.

Il testo è ora atteso al vaglio della Camera.

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