Il Parlamento sammarinese approva la normativa sul riconoscimento del caregiver familiare, una figura cruciale per l’assistenza alle persone non autosufficienti. La legge introduce quattro livelli di assistenza correlati alle ore dedicate, garantendo sussidi economici, contributi figurativi e opportunità di formazione presso l’Istituto di Sicurezza Sociale.
Il provvedimento prevede che la certificazione della non autosufficienza sia rilasciata dalla Commissione per gli Accertamenti Sanitari Individuali, elemento centrale per l’accesso alle prestazioni. Un aspetto controverso riguarda i pensionati caregiver, tenuti a rinunciare temporaneamente alla pensione per usufruire dei benefici della nuova disciplina.
L’articolato numero definisce criteri numerici di accesso limitati a cinquanta beneficiari annuali per un milione di euro di stanziamento, etichettato come “tetto prudenziale” dal governo. Questa soglia ha generato discussioni parlamentari significative sulla sostenibilità e sulla discriminazione potenziale verso coloro che rimangono esclusi dal programma.
Il dibattito in aula ha evidenziato divergenze sulla cessazione del ruolo caregiver in caso di istituzionalizzazione dell’assistito in strutture residenziali. Opposizioni hanno contestato l’obbligo di rinuncia pensionistica e la rigidità dei limiti sui beneficiari, richiedendo chiarimenti sui criteri di selezione qualora le domande superino le cinquanta posizioni disponibili.
Dopo le repliche del Segretario Canti, che ha manifestato apertura a riformulazioni di passaggi ambigui pur mantenendo posizioni sui vincoli economici, l’articolo undici è stato approvato con dieci voti favorevoli e quattro astensioni. Gli emendamenti presentati da Domani-Motus Liberi e Repubblica Futura sono stati respinti rispettivamente con margini ristretti di quattro voti favorevoli e dieci contrari.


