L’Associazione Sammarinese Dante Alighieri ha inaugurato la XVIII edizione del Mese Dantesco, dedicata a rileggere l’opera del Sommo Poeta attraverso scuola, musica e attualità.
Quest’anno il filo conduttore è l’ottocentenario della morte di San Francesco d’Assisi, con un focus su come guardarlo con gli occhi di Dante.
L’evento iniziale al Museo di Stato è partito dal XI Canto del Paradiso, dove il poeta esalta Francesco con i versi “Di questa costa… nacque al mondo un sole”, paragonandolo a una figura divina.
Meris Monti, presidente della Commissione nazionale sammarinese per l’UNESCO, ha sottolineato: Francesco incarna Cristo sulla Terra, un testimone di rinascita che da un piccolo borgo come Assisi illumina il mondo intero.
Gli esperti presenti hanno ribaltato il cliché del “poverello che amava gli animali”: Francesco emerge come uomo di grande coraggio, capace di trasformare prima la sua realtà locale e poi l’intero universo.
Paolo Valentini, dirigente scolastico, ha espresso emozione per l’opportunità di intrecciare Dante e Francesco, riaprendo temi cruciali come il bene comune e la povertà intesa come possesso autentico del senso del mondo.
Tra i protagonisti spicca Giuseppe Fanfani, autore della mostra “Anime Prave”, allestita al Museo di Stato dal 21 maggio: un ciclo di opere pittoriche sull’Inferno dantesco, frutto di un’esegesi profonda del testo.
La kermesse prevede altri tre incontri per esplorare ulteriormente queste connessioni storiche e contemporanee.


