La vittoria di Rumen Radev alle elezioni bulgare, con il suo partito Bulgaria Progressista che conquista la maggioranza assoluta in Parlamento sfiorando il 45% dei voti e oltre 130 seggi, riecheggia anche nei corridoi del Consiglio d’Europa a Strasburgo. Qui è in corso la sessione primaverile dell’Assemblea parlamentare, alla quale prende parte la delegazione sammarinese guidata da Gerardo Giovagnoli.
Il capodelegazione sammarinese traccia un parallelo con il recente cambio di governo in Ungheria, dove Péter Magyar ha scalzato Viktor Orbán ottenendo i due terzi dei seggi. “Ma le somiglianze si fermano lì”, spiega Giovagnoli: Radev, ex presidente della Repubblica, procede in linea con la sua storica ostilità verso le politiche Ue e la vicinanza alla Russia, a differenza di Magyar che si opponeva all’euroscetticismo di Orbán.
Questo passaggio di testimone da un leader critico dell’Europa a un altro, proprio mentre l’Assemblea dibatte temi scottanti, tiene banco nei colloqui. All’ordine del giorno, i dossier sugli Epstein files che lambiscono l’ex segretario generale Jagland, le posizioni su Israele osservatore del Consiglio, e un confronto sulla pena di morte estesa in quel Paese solo ai cittadini palestinesi.
“Temi cruciali non solo per il Consiglio d’Europa, ma per l’intero futuro dell’Unione Europea”, conclude Giovagnoli, sottolineando l’importanza di questi appuntamenti in un contesto geopolitico instabile.


