Nel dibattito generale in Consiglio Grande e Generale, maggioranza e opposizione si scontrano sul progetto di legge presentato dai partiti di minoranza per istituire una commissione d’inchiesta politica sul cosiddetto “caso pedofilo”. La vicenda, esplosa la scorsa estate con l’arresto a Riccione di un 27enne sammarinese condannato in Italia a 4 anni e 4 mesi per violenza sessuale continuata su minori, ha suscitato indignazione: l’uomo, sotto procedimento dal 2021 e con condanna definitiva ad aprile 2025, ricopriva un incarico temporaneo negli asili nido del Titano.
La maggioranza e il Governo bocciano l’ipotesi politica, puntando su una commissione tecnica-amministrativa già attiva. I due membri di maggioranza hanno redatto una relazione, mentre quello di opposizione sta completando la sua: seguirà un confronto in Aula, ha annunciato il Segretario di Stato alla Giustizia. Secondo la prima relazione, citata dal consigliere Canti, “ho agito nel rispetto della legge, mentre Steven Raul James non ha ottemperato all’obbligo di autodichiarazione per l’assunzione in Pa”.
Opposizione e maggioranza incarnano visioni opposte: i partiti minori vogliono chiarire responsabilità politiche di chi, pur a conoscenza della condanna per pedofilia, ha consentito al soggetto di frequentare ambienti con minori a San Marino; la maggioranza privilegia accertamenti tecnico-amministrativi.
La seduta si è aperta con pdl in prima lettura. Condivisione trasversale per politiche giovanili e incentivi allo sport, mirati a partnership pubblico-privato per eventi e impianti. Critiche dell’opposizione alle modifiche sulla commissione di controllo della finanza pubblica, accusate di essere “contra personam” contro Andrea Zafferani, ex Rf e attuale membro.


