Le politiche familiari in discussione a San Marino rischiano di squilibrarsi, con misure che potrebbero gravare eccessivamente sulle imprese. La connessione tra famiglia e lavoro è evidente: tempo e reddito rimangono fattori cruciali per chi intende costruire un nucleo familiare, ma le soluzioni non possono limitarsi unicamente al settore imprenditoriale.
La Repubblica vanta già un sistema di tutele relativamente moderno, perfectibile ma non ulteriormente espandibile senza conseguenze significative sui costi operativi delle aziende. Il rischio concreto è che tutte le nuove protezioni economiche ricadano esclusivamente sulle spalle degli imprenditori, come già avvenuto con altre riforme fiscali.
La denatalità rappresenta una sfida sistemica nazionale, non esclusivamente aziendale. I numeri sono inequivocabili: meno nascite comportano meno giovani lavoratori per le imprese, minore gettito fiscale e contributi previdenziali insufficienti a sostenere una popolazione anziana in crescita. Le conseguenze economiche riguardano l’intera collettività.
Per rendere sostenibile qualsiasi intervento, è necessario un approccio trasversale che distribuisca equamente i costi tra pubblico e privato. Una soluzione efficace consisterebbe nel collegare le nuove tutele economiche all’ICE, concentrando gli aiuti su chi effettivamente ne necessita, anziché applicare misure universali che penalizzano ancora una volta il tessuto produttivo sammarinese.


