La Bulgaria non ha ritirato la riserva in sede Efta sull’Accordo di Associazione tra San Marino e Unione Europea, provocando uno stop all’iter che doveva passare dal Coreper II e poi al Consiglio dei ministri europei prima della firma finale.
La motivazione ufficiale richiama il poco tempo avuto dal nuovo governo bulgaro per definire una posizione. Ma attorno alla scelta pesano anche le tensioni legate alla vicenda giudiziaria che coinvolge il magnate bulgaro Assen Christov e il tentativo di acquisizione della Banca di San Marino.
Secondo le ricostruzioni, la riserva di Sofia ha congelato il dossier proprio nel momento decisivo, facendo slittare di fatto la procedura e rendendo più incerta la tempistica della firma.
Resta aperto il dubbio che il blocco non sia solo tecnico-diplomatico, ma abbia anche un significato politico legato a interessi esterni al percorso di associazione.
A San Marino cresce quindi la richiesta di chiarimenti immediati a Bruxelles, per capire se l’impasse sia destinata a rientrare o se l’iter dell’Accordo subirà un rinvio più lungo del previsto.


