Assemblea ANIS: sul tavolo l’Accordo UE e le politiche energetiche

San Marino Fixing
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L’Assemblea generale di ANIS si terrà il 28 giugno nella sede di Città, in forma privata, ma con un peso che va oltre l’appuntamento associativo e riguarda l’intero sistema Paese.

L’organizzazione degli industriali sammarinesi, fondata nel 1945 e oggi forte di circa 300 aziende aderenti tra manifattura, servizi ed edilizia, si conferma il principale interlocutore tra imprese, istituzioni e parti sociali. Al centro della relazione del presidente Emanuele Rossini ci sarà con ogni probabilità l’Accordo di associazione con l’Unione europea, considerato decisivo non solo per la competitività delle aziende sul mercato unico, ma per l’assetto complessivo di San Marino.

L’iter verso l’approvazione finale dell’intesa, però, resta fermo e alimenta una preoccupazione crescente. Le istituzioni stanno tentando di sbloccare la situazione sul piano diplomatico, mentre sul piano tecnico non emergono, almeno ufficialmente, criticità tali da giustificare un ulteriore rinvio. Il rischio, per ANIS, è che diverse scadenze ormai vicine nel mercato unico europeo finiscano per creare difficoltà concrete alle imprese sammarinesi.

Accanto al dossier europeo, l’assemblea affronterà anche il tema dell’energia, in un contesto internazionale reso più instabile dalle tensioni in Medio Oriente e dalle conseguenze sullo Stretto di Hormuz. I rincari delle materie prime e dei prezzi energetici stanno già pesando sull’economia, con effetti attesi sui consumi e sull’inflazione.

ANIS richiama da tempo la necessità di un piano chiaro per rafforzare l’autonomia del Paese su energia elettrica, ciclo idrico e gestione dei rifiuti. L’investimento nel fotovoltaico in Italia viene indicato come un primo passo, ma non sufficiente. Tra le priorità figurano nuove infrastrutture, una maggiore capacità produttiva interna e ulteriori investimenti anche all’estero.

Sul fronte idrico, resta aperto il nodo tra il bacino di Gorgascura e l’ampliamento del lago di Torello. Per il ciclo delle acque, invece, è in progettazione un impianto di depurazione a Gualdicciolo, che potrebbe servire sia al recupero e riuso delle acque industriali sia alla prevenzione antincendio. I fanghi prodotti potrebbero inoltre alimentare un impianto a biomasse previsto dal PEN3, insieme a soluzioni di cogenerazione che attendono ancora un quadro normativo completo.

Criticità analoghe riguardano lo smaltimento dei rifiuti, considerato uno dei punti più deboli del sistema sammarinese. Oggi il Paese esporta quasi tutti i rifiuti a costi elevati, mentre ANIS propone un impianto di nuova generazione, di dimensioni compatibili con il territorio, capace di produrre energia e ridurre la dipendenza dall’esterno.

L’associazione insiste anche sulla necessità di accelerare la digitalizzazione e di semplificare la burocrazia, soprattutto nei rapporti con le imprese. La fatturazione elettronica interna è attesa a breve, mentre il progetto di identità digitale è ancora in fase di sviluppo. Secondo ANIS, servono norme davvero incentivanti, non semplici recepimenti parziali di modelli esterni.

Resta infine il tema delle risorse da destinare allo sviluppo economico. Dopo la riforma IGR e con il miglioramento del rating e il calo dei tassi, ANIS ritiene che una parte delle nuove disponibilità finanziarie debba essere impiegata per politiche industriali e investimenti produttivi, non solo per coprire la spesa corrente dello Stato.

Nel corso dell’assemblea interverrà anche Massimiliano Nicolini, direttore del Dipartimento Ricerca della Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca, membro italiano del Metaverse Standards Foru

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