La riunione del Coreper prevista per il 6 maggio sull’Accordo di Associazione tra San Marino e Unione Europea è slittata di due settimane, segnando un nuovo intoppo nel percorso.
San Marino ha completato tutti i preparativi interni per la firma e l’entrata in vigore provvisoria, ma ora la procedura dipende interamente dagli organismi europei.
Il 5 maggio si è tenuto l’ultimo incontro tecnico EFTA, ma il voto politico ha richiesto unanimità tra i 27 Stati membri, non raggiunta.
La riserva bulgara, emersa in sede EFTA, appare ufficiale e blocca i passaggi successivi, inclusa la ratifica del Consiglio dei Ministri UE prevista per l’11 maggio.
Non sono noti i dettagli della posizione bulgara, ma fonti collegano il veto alle tensioni con il magnate Assen Christov, legato al fallito affare BSM-Starcom.
Christov ha minacciato ritorsioni sul processo di integrazione europea di San Marino, sollevando interrogativi su influenze private sulla politica di uno Stato membro.
Il governo di Luca Beccari minimizza, assicurando che l’addendum sulla cooperazione finanziaria con l’Italia non impedisce la firma principale.
I servizi finanziari restano separati e partiranno solo dopo adeguamenti normativi sammarinesi ed europei.
Opposizione interna cresce: RETE e Domani Motus Liberi parlano di “fallimento politico” e chiedono conseguenze per Beccari.
Senza sblocco rapido, i tempi rischiano di slittare al 2027, con nuovi regolamenti UE privi delle tutele dell’Accordo.
L’unanimità resta essenziale, e Bulgaria e Paesi Bassi non hanno ancora ritirato perplessità passate.


