“Dopo vent’anni di immobilismo, San Marino torna a pianificare il futuro”

GiornaleSM
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Dopo oltre vent’anni di immobilismo sul fronte urbanistico, il Consiglio Grande e Generale torna a discutere una riforma organica della pianificazione territoriale. Al centro dell’intervento di Luca Lazzari, in seconda lettura del progetto di legge sulla pianificazione strategica territoriale, c’è il superamento della logica del “piano definitivo” a favore di un impianto graduale, modulare e subito operativo.

Lazzari ha respinto le critiche delle opposizioni, secondo cui la materia avrebbe dovuto essere raccolta in un unico grande contenitore normativo. Secondo il consigliere, proprio quell’impostazione avrebbe contribuito a bloccare per anni ogni evoluzione. L’idea di attendere un testo perfetto, ha sostenuto, ha finito per tradursi in un lungo rinvio delle decisioni.

Il progetto di legge, ha spiegato, introduce invece strumenti concreti e immediatamente attivabili: rigenerazione urbana, contenimento del consumo di suolo, tutela del territorio rurale, convenzioni urbanistiche, bandi pubblici, monitoraggio continuo e partecipazione. Un capitolo centrale riguarda il tema abitativo, indicato come una delle principali emergenze del Paese.

Nel suo intervento Lazzari ha richiamato anche la dimensione sociale della riforma. Gli strumenti previsti, ha detto, sono pensati non solo per i giovani, ma anche per studenti, famiglie, lavoratori, anziani e persone sole. In questa prospettiva si collocano soluzioni come studentati, cohousing e comunità abitative, considerate risposte concrete alla difficoltà di accesso alla casa.

Ampio spazio è stato dedicato anche al metodo seguito nella stesura del testo. Lazzari ha sostenuto che il progetto non è stato imposto dall’alto, ma costruito attraverso un confronto interno alla maggioranza, in Commissione e con il supporto degli uffici tecnici. Un passaggio ritenuto decisivo, vista la delicatezza della materia territoriale.

L’intervento ha poi assunto un valore politico più ampio. Per Lazzari, San Marino ha progressivamente perso slancio, capacità decisionale e iniziativa, abituandosi a una politica che spiega perché le cose non si possono fare invece di provare a realizzarle. In questo quadro ha riconosciuto a Matteo Ciacci il merito di aver rotto l’inerzia e riattivato una macchina amministrativa rimasta troppo a lungo ferma.

Il consigliere ha richiamato anche la necessità di intervenire sui problemi quotidiani del territorio, dalle manutenzioni ai cantieri, fino alle criticità diffuse. Un approccio che, a suo dire, avrebbe avuto effetti positivi anche dentro la pubblica amministrazione, rendendo più responsabili dirigenti e uffici.

Nella parte conclusiva, Lazzari ha invitato il Paese a recuperare la capacità innovativa che in passato lo aveva reso all’avanguardia in diversi settori, dai servizi pubblici agli strumenti sociali e sanitari. Oggi, ha affermato, serve tornare a decidere e ad agire con prudenza e trasparenza, perché un Paese che non decide mai può sembrare prudente, ma in realtà rischia solo di invecchiare.

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