Consiglio Grande e Generale, martedì 19 maggio 2026 pomeriggio

San Marino Fixing
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Nel corso della seduta di martedì 19 maggio 2026, il Consiglio Grande e Generale ha ripreso l’esame dell’articolato del progetto di legge costituzionale per l’istituzione di una Commissione consiliare d’inchiesta sulle presunte responsabilità politiche e amministrative legate alla vendita delle partecipazioni dell’Ente Cassa di Faetano alla San Marino Group e al cosiddetto “Piano Parallelo”, iniziativa presentata dai gruppi di maggioranza e dalla consigliera indipendente Giovanna Cecchetti.

I lavori si sono fermati per ricordare il giudice Lamberto Emiliani. La Reggenza ha aperto il momento di raccoglimento esprimendo cordoglio alla famiglia e richiamando la partecipazione di tutte le istituzioni sammarinesi.

Il confronto più acceso ha riguardato l’articolo 3, incentrato sulla presidenza e sulla vicepresidenza della commissione. Le opposizioni hanno chiesto una garanzia politica affidata ai gruppi di minoranza, almeno su uno dei due incarichi. Emanuele Santi, per Rete, ha contestato che il testo disciplini la sostituzione del presidente senza chiarire subito la nomina del vicepresidente, rivendicando una presidenza all’opposizione in una commissione a maggioranza cinque a tre.

Massimo Andrea Ugolini, per il PDCS, ha difeso l’impianto della maggioranza, sostenendo che sia sufficiente un impegno politico formalizzato e che presidente e vicepresidente possano essere nominati già nella prima seduta. Nicola Renzi, per RF, ha accusato la maggioranza di voler mantenere il controllo dell’organismo, mentre Guerrino Zanotti, per Libera, ha ricordato che il testo ricalca quello della commissione d’inchiesta del 2019. Fabio Righi, per D-ML, ha però sottolineato la differenza sostanziale rispetto al passato, quando la commissione era paritetica. Matteo Rossi, per il PSD, ha respinto le accuse parlando di proposte di buon senso e di un impegno alla trasparenza. Gian Nicola Berti, per AR, ha aperto a una mediazione sulla vicepresidenza all’opposizione.

La nuova formulazione dell’articolo 3 ha poi stabilito che la commissione designerà il presidente tra i membri di maggioranza e il vicepresidente tra quelli di opposizione già nella prima seduta utile.

Sul successivo articolo 4, dedicato alle finalità della commissione, il dibattito si è concentrato sul perimetro dell’indagine. La maggioranza ha presentato un emendamento per includere esplicitamente anche l’arrivo del gruppo bulgaro in Repubblica e chiarire che la commissione potrà occuparsi dell’intera vicenda. Le opposizioni hanno giudicato il testo troppo limitato e hanno chiesto un mandato più ampio. Santi ha parlato di una formulazione miope, mentre Righi ha accusato la maggioranza di voler vincolare l’indagine. Maria Luisa Berti, per AR, ha difeso la bozza sostenendo che non contenga limiti temporali e che miri a fare piena luce sui fatti. L’emendamento della maggioranza è stato approvato e quello delle opposizioni respinto.

L’articolo 5, sull’avvio e la durata dei lavori, ha aperto il confronto più duro. La maggioranza ha ribadito la necessità di evitare sovrapposizioni con l’attività dell’autorità giudiziaria e ha spostato l’avvio della commissione al termine della fase inquirente, comunque non oltre il 1 settembre 2026. L’opposizione ha chiesto invece un avvio immediato, con una scansione in due fasi e una mediazione al primo giugno 2026. Rossano Fabbri ha spiegato che nel sistema sammarinese non esistono regole sul parallelismo tra commissione politica e indagini giudiziarie e che la data del primo settembr

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