Nei pressi del padiglione sammarinese alla Biennale di Venezia, una calle di Corte Nova si trasforma in galleria a cielo aperto. Oltre settanta lenzuoli bianchi dipinti di azzurro ondeggiano sui fili del bucato, creando un’installazione che cattura l’essenza della Venezia autentica ormai minacciata dall’overtourism.
L’opera si intitola “Marea” e porta la firma dell’artista newyorchese Melissa McGill, che da decenni dialoga con la città lagunare attraverso progetti immersivi e site-specific. I lenzuoli, dipinti direttamente a Venezia utilizzando l’acqua stessa come medium artistico, rappresentano i residenti che ancora abitano Corte Nova, trasformando i quotidiani panni stesi in simbolo di resistenza e vitalità.
McGill racconta come la biancheria appesa ai fili sia sempre stato per lei un segno di speranza, testimonianza della persistenza umana di fronte ai mutamenti radicali che attraversano la città. Tra gli stessi fili dove le famiglie tradizionalmente stendono i loro panni, i lenzuoli colorati diventano metafora dei legami che ancora uniscono il tessuto sociale veneziano.
L’installazione affronta due questioni cruciali: lo spopolamento del centro storico causato dal turismo di massa e l’innalzamento delle acque, fenomeno che minaccia l’intera laguna. McGill sottolinea come la comunità sia profondamente intrecciata con l’ambiente e con l’acqua stessa, invitando alla riflessione collettiva su responsabilità e protezione del territorio condiviso.
La scelta dei lenzuoli di diverse dimensioni – singoli, matrimoniali, king e queen size – celebra la pluralità dei residenti e la loro determinazione nel mantenere viva l’identità autentica di Venezia, resistendo all’erasure culturale dell’era del turismo di massa.


