Otto medici del reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Ravenna sono indagati per falso ideologico.
Le accuse riguardano la compilazione sistematica di certificati di inidoneità ai Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), emessi tra aprile 2024 e gennaio 2026.
Le intercettazioni telematiche rivelano un boicottaggio organizzato da otto specialisti su undici, con scontri interni al reparto e uso di un modulo precompilato fornito dalla Società Italiana Medicina delle Migrazioni.
In sedici mesi, su 64 visite, sono state certificate 34 inidoneità e registrati 10 rifiuti dei pazienti, azzerando le approvazioni da settembre 2025.
La Procura di Ravenna, coordinata dai pm Daniele Barberini e Angela Scorza, ha chiesto la sospensione dalla professione per un anno.
L’inchiesta, partita da un blitz della Squadra Mobile il 12 febbraio 2026, potrebbe estendersi ulteriormente.


