Nella notte tra il 29 e il 30 maggio, in un ex hotel abbandonato di Miramare, una lite tra due stranieri è degenerata in violenza. Uno dei due ha colpito l’altro alla testa con un tubo di ferro, riducendolo in condizioni gravissime.
L’allarme è partito intorno alle 2 del mattino, quando una donna ha chiamato le forze dell’ordine riferendo di una violenta aggressione in corso e temendo che ci fosse un morto. Quando gli agenti sono arrivati sul posto, hanno trovato la donna fuori dalla struttura, in lacrime, che indicava la presenza di un ferito riverso su un letto e con una forte emorragia alla testa.
Poco dopo è arrivato anche un uomo di origine ucraina, che ha accompagnato i poliziotti dal ferito e ha ammesso più volte le proprie responsabilità: “Sono stato io… fate presto, l’ho ammazzato”. La vittima è stata soccorsa e trasferita all’ospedale Bufalini di Cesena, dove resta ricoverata in condizioni critiche.
L’uomo è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio. Dagli accertamenti è emerso anche che lo stesso aveva telefonato al 118 sostenendo di aver ucciso una persona con un tubo di ferro. La chiamata era partita da un cellulare poi consegnato alla donna presente nello stabile, risultata intestataria di un’altra persona. Sul posto sono intervenute la Polizia Scientifica di Rimini e quella di Bologna per i rilievi.


