Un 44enne brasiliano è stato arrestato a Riccione con l’accusa di aver abusato ripetutamente della figlia 13enne della convivente. Le violenze, secondo le indagini, sarebbero andate avanti per mesi, tra minacce, costrizioni e un clima di forte intimidazione dentro casa.
L’uomo avrebbe iniziato nell’estate del 2025, quando la ragazza aveva ancora 12 anni, raggiungendola nel sonno e costringendola a subire un rapporto sessuale. Da ottobre gli abusi sarebbero diventati sistematici, con episodi consumati nella sua stanza o in lavanderia, spesso dopo averla chiusa a chiave.
Per impedirle di raccontare tutto, l’indagato l’avrebbe terrorizzata minacciando di uccidere la madre e di far allontanare la sorellina più piccola con l’intervento dei servizi sociali. In un episodio, avrebbe persino messo frammenti di vetro nel ghiaccio dato alla minorenne, come ulteriore avvertimento.
La svolta è arrivata il 5 maggio, quando i carabinieri sono intervenuti per una lite in abitazione. In quell’occasione la madre ha raccontato ai militari di aver scoperto da poco gli abusi subiti dalla figlia, dando il via agli accertamenti.
L’audizione protetta della 13enne, ascoltata con l’aiuto di una psicologa, ha confermato un quadro di violenze ripetute e pressione psicologica. La ragazza, in un tentativo estremo di difendersi, aveva anche registrato con il cellulare gli ingressi notturni dell’uomo nella sua stanza.
Agli atti sono finiti anche audio ritenuti espliciti dagli inquirenti, considerati elementi decisivi per ricostruire gli stupri. La minore si era confidata con il fidanzatino, che ha riferito agli investigatori i suoi racconti, mentre la madre del ragazzo ha confermato di aver aiutato a procurarle la pillola del giorno dopo.
La vicenda è emersa in un contesto familiare fragile: la ragazza aveva perso il padre e viveva un rapporto difficile con la madre, che aveva problemi di alcolismo e nei cui confronti erano già intervenuti i servizi sociali. L’uomo è assistito dall’avvocato Gilberto Martinini.


