Si è chiusa con esito positivo, nella serata di domenica, la lunga e delicata operazione dei Carabinieri che ha evitato il gesto estremo di un 46enne residente a Rimini.
L’allarme è scattato intorno alle 20 di sabato 30 maggio, quando i familiari hanno chiesto aiuto segnalando un forte stato di agitazione dell’uomo, già seguito per precedenti problemi personali.
Dopo essersi provocato varie ferite al petto e agli arti con tre coltelli, il 46enne ha raggiunto il tetto di una palazzina di tre piani passando dal lucernaio della mansarda e ha minacciato di gettarsi nel vuoto.
Sul posto sono intervenuti il negoziatore del Comando provinciale, le Squadre Operative di Supporto del 5° Reggimento “Emilia Romagna”, i Vigili del Fuoco e il personale sanitario del 118. L’area è stata messa in sicurezza dai militari.
La situazione ha richiesto anche l’arrivo di ulteriori specialisti: altre unità SOS da Bologna, i negoziatori di Ravenna e Bologna e il supporto a distanza del Nucleo Negoziatori del GIS di Livorno.
Per ore l’uomo ha mantenuto un atteggiamento reticente, camminando sul tetto e sporgendosi in modo pericoloso, mentre la trattativa è andata avanti anche grazie all’aiuto di familiari e amici.
Dopo oltre 24 ore di dialogo, poco dopo le 20 di domenica, il 46enne è stato convinto a rinunciare al suo proposito e a mettersi in sicurezza.
Provato, disidratato e ferito, è stato affidato ai sanitari e trasferito all’ospedale “Infermi” di Rimini, dove è stato ricoverato per le cure mediche e il supporto psicologico.


