Cronaca. Ravenna, falsi certificati medici per bloccare i rimpatri: nuovi dettagli dalle indagini dei PM Barberini e Scorza

GiornaleSM
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La Procura di Ravenna indaga otto medici del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Santa Maria delle Croci per falsi certificati di inidoneità al rimpatrio di migranti irregolari.

Le accuse riguardano il periodo da settembre 2024 a gennaio 2026, con 64 stranieri visitati prima del possibile trasferimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr).

Secondo gli inquirenti, i camici bianchi avrebbero attestato condizioni di inidoneità, come malattie infettive o vulnerabilità psichiche, violando il decreto del 2022 del Viminale.

Chat sequestrate rivelano scambi tra i medici: “La cosa importante è bloccarli”, con riferimenti etici e mappature di certificati condivisi anche con colleghi di altre regioni.

Di 44 irregolari liberati per non idoneità o rifiuto visita, 10 hanno commesso nuovi reati, per circa 20 contestazioni penali.

La Procura ha chiesto l’interdizione dalla professione per 12 mesi; perquisizioni hanno colpito auto, case e computer degli indagati.

Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha espresso fiducia nel personale sanitario richiamando la presunzione di innocenza.

La Società Italiana di Malattie Infettive critica le modalità delle perquisizioni, impattanti su pazienti e medici.

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