Ci è stata appena riconosciuta una sentenza storica che ha posto fine a 18 anni di precariato in una scuola pubblica della provincia di Rimini. Una docente, rimasta formalmente senza ruolo nonostante un servizio continuativo dal 2008/2009 al 2025/2026, ha ottenuto giustizia dal Tribunale del Lavoro di Rimini, che ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Il giudice Lucio Ardigò ha stabilito che la reiterazione dei contratti a tempo determinato su cattedre stabilmente disponibili non era più una soluzione temporanea, ma costituiva un sistema consolidato di abuso. La mancata indizione regolare dei concorsi previsti per il reclutamento è stata°Ficata come elemento decisivo che integra l’abuso contrattuale.
Il Tribunale ha riconosciuto che il rapporto lavorativo, pur in assenza di procedure concorsuali, aveva assunto carattere stabile e non più temporaneo. Per questo torto, la docente ha ottenuto un risarcimento del danno calcolato in 18 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, pari a circa 30.000 euro.
Questa decisione conferma un orientamento giurisprudenziale sempre più favorevole ai docenti precari, che superano il limite dei 36 mesi di servizio con contratti a termine. Il caso, riportato da Corriere Romagna, segnala la gravità dell’abuso e la necessità di tutelare i lavoratori che hanno svolto mansioni identiche ai colleghi di ruolo senza le stesse tutele.
La sentenza rappresenta un riscatto morale per chi ha vissuto decenni nell’incertezza, riconoscendo il torto subitto e la gravità di un sistema che ha utilizzato le supplenze per coprire esigenze strutturali.


