La Guardia di Finanza di Rimini ha eseguito questa mattina un sequestro preventivo d’urgenza di beni, immobili, società e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 1,4 milioni di euro. Nell’indagine risultano indagate due persone per frode fiscale, indebita percezione di contributi pubblici e bancarotta fraudolenta.
L’inchiesta è partita dopo il fallimento di una società riminese attiva nella logistica e nel facchinaggio per imprese italiane e straniere. Secondo gli investigatori, sarebbe stato messo in atto un meccanismo fondato sull’utilizzo di imprese subappaltatrici che accumulavano debiti fiscali e contributivi fino al collasso, consentendo alla società principale di praticare prezzi più bassi grazie al mancato versamento delle imposte.
Gli accertamenti avrebbero inoltre rilevato movimenti di denaro privi di una reale giustificazione economica, compresi prelievi di contante, che avrebbero aggravato la crisi dell’azienda fino al fallimento.
Tra le contestazioni figura anche l’ottenimento indebito di contributi pubblici a fondo perduto legati alle misure di sostegno introdotte durante l’emergenza Covid-19.
Secondo gli inquirenti, sarebbero stati compiuti anche atti di impoverimento del patrimonio personale dell’amministratore di fatto della società, attraverso donazioni a familiari, per sottrarre beni a eventuali recuperi da parte dell’autorità giudiziaria.


