Frode fiscale legata ad impresa di facchinaggio. Due indagati e sequestri

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Due persone sono finite nel mirino della Guardia di Finanza di Rimini nell’ambito di un’inchiesta che ha portato a un sequestro preventivo d’urgenza da 1,4 milioni di euro tra beni finanziari, immobili e quote societarie. Le contestazioni riguardano frode fiscale, indebita percezione di contributi pubblici e bancarotta fraudolenta.[11]

L’indagine, coordinata dalla Procura riminese, è partita dopo il fallimento di una società del territorio attiva nella logistica e nel facchinaggio per clienti italiani e stranieri. Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe costruito un sistema illecito fondato sull’uso di imprese subappaltatrici caricate di debiti tributari e previdenziali, poi avviate al fallimento, così da consentire alla capofila di offrire prezzi più competitivi grazie ai risparmi d’imposta.[11]

Nel corso degli accertamenti sono emerse anche movimentazioni finanziarie senza adeguata giustificazione economica, compresi prelievi di contante, ritenute capaci di aggravare il dissesto fino al fallimento della società. Contestata inoltre l’indebita percezione di contributi a fondo perduto legati alle misure di sostegno introdotte durante l’emergenza Covid.[11]

Gli inquirenti hanno infine ricostruito un depauperamento del patrimonio personale attribuito all’amministratore di fatto della società, realizzato tramite donazioni a favore di familiari con l’obiettivo di sottrarre beni e disponibilità economiche a possibili azioni di recupero.[11]

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