Criminalità finanziaria: San Marino con il Consiglio d’Europa

San Marino Fixing
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Il Segretario di Stato per la Giustizia Stefano Canti ha preso parte a Strasburgo alla conferenza informale dei ministri della Giustizia del Consiglio d’Europa dedicata al contrasto del riciclaggio di capitali e del finanziamento del terrorismo.

L’incontro, ospitato dalla presidenza monegasca del Comitato dei delegati dei ministri, ha riunito i rappresentanti dei 46 Stati membri con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento tra i sistemi giudiziari e favorire uno scambio di esperienze sulle nuove minacce finanziarie e tecnologiche.

Nel corso dei lavori è emersa con forza la trasformazione del crimine finanziario legata all’uso di cripto-attività, finanza decentralizzata, pagamenti digitali evoluti e intelligenza artificiale, strumenti che offrono opportunità economiche ma anche nuove modalità per occultare, trasferire e ripulire fondi illeciti.

Il Consiglio d’Europa ha aggiornato il proprio impegno sulla base della Convenzione sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato e sul finanziamento del terrorismo, in linea con la Convenzione di Varsavia e con il relativo Protocollo addizionale, pensato per migliorare il recupero dei beni di origine criminale.

Per San Marino, ha sottolineato Canti in plenaria, la lotta ai reati finanziari è una priorità nazionale oltre che un obbligo internazionale, perché incide sulla legalità, sulla stabilità economica e sulla credibilità del sistema finanziario.

Il Segretario ha richiamato anche la necessità di rafforzare la prevenzione, coinvolgere tutti i soggetti obbligati, consolidare la collaborazione tra pubblico e privato, investire nella formazione continua delle autorità di indagine e della magistratura e dotarsi di nuovi strumenti informatici.

“Guardando al futuro”, ha affermato Canti, “la sfida comune è consolidare il passaggio dall’intelligence finanziaria all’azione giudiziaria, così da orientare le indagini, anticipare i rischi e intervenire tempestivamente sui patrimoni di origine illecita.”

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