I furbetti del biglietto e la sovranità a tassametro: se a San Marino servono due anni per prevenire la micro-corruzione … di Enrico Lazzari

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Ci sono scandali che colpiscono per l’entità delle somme coinvolte e altri che impressionano per la loro miseria. Quello emerso alla biglietteria della Prima Torre Guaita rientra nella seconda categoria: un sistema banale, ma grave, che ha portato al rinvio a giudizio e al trasferimento cautelare dei dipendenti pubblici coinvolti nel procedimento penale n. 431/2024.

La vicenda era emersa grazie a un’interpellanza di Domani Motus Liberi e alle verifiche avviate dopo la segnalazione del direttore pro tempore degli Istituti Culturali, Paolo Rondelli. Secondo quanto ricostruito, tra aprile e settembre 2024 sarebbero stati utilizzati biglietti cartacei riciclati “fuori cassa” oppure applicate tariffe intere ai turisti, registrando però a sistema ingressi come “omaggi” o “ridotti” e trattenendo la differenza.

Il danno economico, in sé limitato, non basta a spiegare la portata del caso. A pesare è soprattutto il colpo inferto alla credibilità delle istituzioni, perché la Guaita non è un luogo qualunque: è uno dei simboli più riconoscibili di San Marino, il primo punto di contatto con la storia e l’identità della Repubblica per migliaia di visitatori.

Dopo l’emersione delle irregolarità, l’amministrazione ha introdotto correttivi tecnologici, abolendo i biglietti omaggio cartacei e adottando casse automatiche collegate al software centrale. Una scelta che punta a ridurre la discrezionalità degli operatori e a rendere più difficile ogni manovra sui pagamenti.

Restano però da spiegare i tempi: i fatti contestati risalgono al 2024, mentre le nuove casse sono diventate operative alla Guaita solo nella primavera del 2026. Un ritardo che, alla luce dell’indagine penale e della vulnerabilità già accertata, solleva interrogativi sulla capacità della macchina pubblica di reagire con rapidità alle criticità.

La Commissione di Disciplina ha disposto l’allontanamento dei dipendenti dalle mansioni contabili, nel rispetto della presunzione di innocenza fino al giudizio di primo grado. Ma il punto più rilevante resta un altro: la necessità di una cultura amministrativa fondata su controlli automatici, trasparenza e tolleranza zero verso ogni forma di abuso, anche quando si presenta sotto le sembianze di una frode minima.

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